sabato 25 maggio 2013

DIARIO DI BORDO - SETTIMANA 21

Uno dei concetti base che s'impara sin da subito, nella pratica del Jiu-Jitsu, è l'importanza della posizione di guardia.
Nelle discipline che prevedono i colpi come Kickboxing, Muay Thai e Pugilato, giusto per citarne alcune, per guardia viene intesa quella posizione che permette al combattente di mantenere la distanza, organizzare attacchi e difese cercando di entrare coi colpi nella guardia dell'avversario.
Avversario che cercherà a sua volta, oltre ad evitare di essere colpito, di fare meglio del suo opponente ed in maniera più efficace sempre partendo dalla sua guardia.
Spiegato con le parole il combattimento diventa quasi una cosa banale e scontata, ma sappiamo benissimo che così non è.
Nelle discipline lottatorie la guardia acquista un significato completamente diverso.
Prima di tutto il concetto di distanza è sicuramente differente da quello degli strikers in quanto già di per sè il corpo a corpo, in piedi o a terra che sia, è già una distanza dove non esiste distanza.
Filosofico? No è solamente la realtà, e i lottatori più esperti sanno che all'interno di questa distanza-non-distanza i modi e le strategie di lavoro sono praticamente infiniti.
Ma torniamo alla guardia; altra differenza macroscopica è che nella lotta a terra soltanto uno lavora in guardia mentre l'altro, di conseguenza, lavorerà da sopra.
Questo concetto è estendibile a tutti i tipi di guardia o mezza guardia esistenti tranne che ad una: la 50/50 Guard, in nomen omen, dove i combattenti sono nella stessa posizione.
Nel Jiu-Jitsu, sia sportivo che non, la guardia viene vista come quella piattaforma dalla quale poter organizzare meglio le nostre tecniche o dove rifugiarci quando siamo in difficoltà.
Ma come è nato il concetto di guardia e successivamente, nel JJ sportivo, la chiamata di guardia?
Semplicemente per limitare la partecipazione di forti Judoka che dal loro sport migravano al JJ e che, gestendo quasi interamente il match in piedi e sfruttando al meglio la distanza a loro più congeniale, ammazzavano il combattimento facendolo diventare una bruttissima copia di un incontro di Judo.
Per cui nel JJ la chiamata di guardia e il lavoro che si è successivamente sviluppato da questa posizione è immenso.
Credo che tutt'ora, l'unico sport dove non viene sanzionata la chiamata di guardia, sia solo il Jiu-Jitsu.
Nel Judo si perde subito l'incontro in quanto viene assegnato l'Ippon all'avversario e, in tutte le sigle di Grappling che conosco, vengono assegnati 1 o 2 punti di penalità.
Ma non sono qui per parlare di regolamenti e di quanto e se siano giusti, ma per parlare di guardia.
Questa settimana infatti il lavoro in palestra ha riguardato un concetto molto semplice ma indispensabile: recuperare la guardia quando siamo in difficoltà.
Nello specifico come uscire dalla mezza guardia col mio avversario che mi controlla da sopra con l'Underhook.

In questo video la base di quanto spiegato.




In questo invece come recuperare l'Underhook nell'infinita partita a scacchi del Jiu-Jitsu.



Per tutte le altre tecniche viste e spiegate preferisco non postarvi più niente in quanto i dettagli, che fanno la differenza, li possiamo trovare solo sul Tatame.

Comunicazione di servizio: giovedì 13 giugno sarà nostro ospite il Maestro Roberto Atalla, fondatore del Rio Grappling Club, grande amico della nostra Accademia.
Un occasione da non perdere per nessuno di voi e che, come nel più classico stile Lynx, comporterà solo il versamento di un contributo spese di 10€ da parte dei partecipanti per 2 ore di lezione, dalle 19,30 alle 21,30.
OSU!





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